Pechino: giro di vite contro i cattolici, ingresso negato a sacerdoti che contestano le ordinazini illecite
Il visto di ingresso in Cina negato a p. Franco Mella “non è un fatto isolato”, perché nelle ultime settimane “si sono verificati alcuni casi analoghi”. Pechino “ha inasprito i controlli all’ingresso” dopo le crescenti tensioni con il Vaticano per le ordinazioni illecite di alcuni vescovi. È quanto conferma ad AsiaNews un sacerdote con base a Hong Kong, che chiede l’anonimato per motivi di sicurezza. Egli aggiunge che “la stretta contro i cattolici potrebbe continuare a lungo” ed è motivo di “profondo rammarico e tristezza” fra i fedeli, che desiderano “l’unità con il papa e la Chiesa”. La scorsa settimana i funzionari dell’immigrazione a Shenzhen, nella provincia di Guangdong, nella Cina meridionale, hanno negato il visto di ingresso a p. Franco Mella, sacerdote italiano del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime). Per la prima volta in 20 anni, il missionario con base a Hong Kong è stato bloccato dalle autorità di frontiera. Alla base del gesto, l’adesione alle recenti manifestazioni di protesta per le ordinazioni illecite decise dall’Associazione patriottica (Ap), criticate con forza dal Vaticano. Ieri sulla vicenda è intervenuto anche il card. Zen, arcivescovo emerito di Hing Kong. “Mi hanno tenuto per oltre un’ora in una stanza” ha raccontato il 62enne sacerdote del Pime, “chiedendomi di guardare la tv. Poi sono tornati e mi hanno detto che il visto cinese era stato annullato”. “Non mi hanno dato spiegazioni”, quindi tre funzionari “mi hanno scortato sul lato di Hong Kong del punto di confine”. Egli avrebbe dovuto visitare la provincia dell’Henan e aveva ottenuto il nulla osta all’ingresso un mese fa. Il caso di p. Mella “non è un fatto isolato”, commenta una fonte cattolica di AsiaNews ad Hong Kong, perché “nelle ultime settimane si sono verificati alcuni casi analoghi”. Ad un sacerdote è stato annullato il visto di ingresso in Cina, oppure altri “bloccati in aeroporto e rimandati indietro a bordo del primo volo disponibile”. L’inasprimento agli ingressi “colpisce alcuni elementi in particolare”, perché altri “hanno potuto entrare regolarmente in Cina”. “Pechino – aggiunge la fonte – ha mirato e colpito alcune personalità” e la scelta è motivata dalle adesioni alle recenti proteste contro le ordinazioni illecite di vescovi. La comunità cattolica teme che “le restrizioni continueranno anche nel prossimo futuro” e molto dipenderà dall’evoluzione dei rapporti fra Pechino e Santa Sede e se vi saranno “nuove ordinazioni illecite” da parte dell’Ap. Di certo, conclude la fonte, fra i fedeli regna un clima di “profondo rammarico e tristezza” per quanto sta succedendo. “Il desiderio di unità con il papa e la Chiesa è forte, ma gli ostacoli da superare sono ardui”.
Fonte: Asia News, 27 luglio 2011
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